Blog dedicato agli animali domestici
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La vita di Giada, la gatta con due occhi verdi e una dolcezza infinita

Erano giorni che mi aggiravo affamata e spaventata per i giardini della zona, non sapevo proprio dove andare. Le giornate erano grigie e fredde, io costeggiavo tutte le recinzioni sperando di trovare qualcosa, ma avevo anche molta paura di avvicinarmi a qualcuno perchè mi Porno Francaise avevano fatto molto del male. Quella mattina andavo avanti indietro lungo la rete di recinzione di due giardini, io stavo in quello bello con un bel prato, ma nell’altro giardino c’era una donna attratta dai miei miagolii. Mi chiamò con tanta dolcezza che mi decisi ad andare oltre la rete, mi accarezzò, che belle le prime carezze! Mi strofinai tra le sue gambe implorando qualcosa da mangiare e lei mi diede del formaggio, e poi ancora qualcosa, poi me ne andai. Sapevo che il mio destino era di randagia, non volevo farmi illusioni, ma il giorno dopo ritornai e lei mi diede altre carezze ed altro cibo, allora miagolavo sotto la finestra della cucina in giardino e rimanevamo a guardarci, credo che lei fosse incantata dai miei occhi verdi.

Decisi di tornare spesso, ma il giorno dopo in quel giardino vidi un cane, un cane grande e nero! La donna non voleva farmi entrare nel giardino perchè aveva paura più di me, il cane, che si chiamava Kabir, si diceva odiava i gatti. Ma io sapevo che noi animali non siamo come gli film porno francais umani, noi sappiamo metterci d’accordo e non serbiamo rancore. Così rimasi al di là della rete e mi lasciai annusare dal cane che spesso abbaiava, andavo avanti ed indietro e cercavo di fargli capire che lì c’era pappa per tutti, miagolavo e facevo le fusa fino a quando il cane si mise a scodinzolare. Ma era già passato un giorno che non avevo ancora mangiato e così mi feci coraggio ed andai nel giardino, con enorme spavento di tutti.  Io sapevo che mi potevo fidare del cane e lui mi accolse contento. Era molto espansivo e quando mi leccava rotolavo ma sapevo che era buono e stavo lì ferma, non volevo contraddirlo, e poi non avevo scelta per avere possibilità di entrare in quella casa dovevo andare d’accordo con lui.

Mi comprarono una cuccia e la misero in una stanza vicino al garage dove dormiva anche il cane, lì c’era la caldaia e faceva un bel calduccio! Mi portavano sempre tanta pappa e latte caldo, poi il cane che era solo ospite partì e tutte le attenzioni furono per me. Il mio nome era Giada per il colore dei miei occhi. Mi portarono dal veterinario, dal garage passai a stare in casa ed ero proprio felice. Mi volevano tanto bene anche se le prime volte per un gesto brusco o perchè avevano in mano una scopa io scappavo  avendo brutti ricordi, ma poi mi fidai completamente. Nel frattempo in casa arrivò una cucciolina di cane, Luna. Era così bisognosa d’affetto e così piccola che gli feci da mamma. Dormiva nella mia cesta abbracciata a me ed io la leccavo tutta facendogli le fusa.

Il tempo passò ed io diventai una bella gatta , ma se stavo lì era sopratutto perchè volevo tanto bene a chi stava in quella casa, ormai ero diventata una così abile cacciatrice che non sarei più morta di fame. Quando tornavano io riconoscevo il rumore della macchina ed anche se stavo in giro gli correvo incontro, mi rotolavo per terra facendo le fusa per salutare, sempre. Se lei non stava bene  non uscivo, mi accovacciavo sul letto ed aspettavo che la malattia fosse passata. La notte dormivo sul letto ma la mattina prima dell’alba mi facevo aprire la finestra perchè il mio amico gatto  vicino mi chiamava per andare in giro, ed io volevo uscire in giardino, poi verso le sette miagolavo e mi facevo aprire per rientrare a casa.. Saltavo sul letto e salutavo facendo le fusa, leccavo il viso ed appoggiavo il mio musetto sulla sua guancia, tutte le mattine. A volte mi sdraiavo sul collo come fossi una sciarpa e non smettevo di fare le fusa. Avevo un affetto infinito per quella donna, e lei si svegliava così contenta e mi dava la pappa.

Una mattina……….non riuscii più a tornare a casa. Mi aspettarono, mi cercarono tanto ed io sentivo mentre mi chiamavano, ma stavo tanto male perchè avevo mangiato del veleno. Volevo tornare a casa ma riuscii a trascinarmi sino al confine del giardino poi mi acciambellai sotto una pianta. Piangono ancora per me, il gatto vicino mi chiama ancora dietro la porta tutte le mattine aspettando che esco, nessuno riusciva a darsi pace quando mi trovarono ancora acciambellata sotto la pianta. Ora sulla terra del giardino dove mi hanno sepolto c’è una rosa, ma io sono felice sul Ponte dell’Arcobaleno! Lì non ci sono nè veleni nè cattiverie, corro felice per i prati ed aspetto chi mi ha voluto tanto bene. Ora in quella casa c’è un gattino che si chiama Chicco, ed è nato nello stesso giorno in cui sono andata sul Ponte……… credete sia un caso?

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Storia di una gattina

Sono una gattina di tre mesi con un probabile incrocio di razza certosina di nome Perla, uno dei tantissimi gattini delle cucciolate di primavera estate che abbandonano o buttano ovunque. Circa un mese fa, a giugno mi ritrovai da sola a girovagare affamata e stremata, non so come ma mi ritrovai nel garage di una casa e mi nascosi tra i vari oggetti accatastati terrorizzata, ne avevo passate davvero tante! Non avevo idea di dove ero ma mi ritrovai un gatto di fronte che mi osservava curioso, ero talmente spaventata che avevo paura anche di lui, ma lui rimase per ore lì dentro perchè aveva capito che ero nascosta dietro un’asse di legno.

Poi sentii che chiamavano quel gatto Chicco ma lui rimaneva lì così mi trovarono, in effetti devo la mia vita a lui altrimenti sarei rimasta chiusa lì per giorni. Sembravo una piccola belva e per prendermi si misero dei guanti perchè graffiavo e soffiavo, poi mi ritrovai in una casa dove c’erano anche due cani, Luna e Billy, ma io ero terrorizzata dei cani!

Al momento avevo bisogno di mangiare e bere perchè erano giorni che non lo facevo, così dopo un bel bagnetto, mentre mi accarezzavano per asciugarmi e mi pettinavano, io cominciai a fare le fusa e mi rivelai di una dolcezza infinita. Finalmente vidi una ciotola con del cibo ma ne mangiai così tanto che feci indigestione! Riuscii finalmente anche a bere, era così tanto che non bevevo che lo feci per un bel pò, sembrava che non smettessi mai di bere. Comunque finalmente avevo trovato una casa :)

All’inizio con Chicco c’era qualche problema, forse era geloso ed ogni tanto mi prendeva a zampate e mi soffiava, e di Luna ero così terrorizzata che quando si avvicinava la graffiavo e lei si arrabbiava così tanto che se non la tratteneva la mia nuova mamma credo mi avrebbe azzannato. Ma io nel mio lungo girovagare così piccola credo di aver incontrato dei grossi cani che mi hanno molto spaventata ed  in quella casa non conoscevo ancora nessuno.

Ora di Billy non ho più paura ed anche di Luna ho capito che è una cagnolina molto buona, però non voglio che si avvicini molto, non si sa mai. Con Chicco siamo diventati così amici che quando ho paura lui interviene per controllare la situazione, insomma sto sotto la sua protezione :) Ci divertiamo tanto a giocare insieme, spesso dormiamo uno sull’altro e lui mi lecca con tanto affetto. Ogni tanto è nervoso e mi prende a zampate ma credo che mi vuole insegnare qualcosa, comunque io lo cerco sempre perchè ormai ci vogliamo un gran bene.

Dicono di me che sono ora tanto affettuosa e non assomiglio più a quella piccola belva di quando mi hanno trovato, mi accuccio sulle ginocchia e faccio le fusa, saluto con tanti piccoli versetti, dicono che assomiglio a Giada per come sono affettuosa, ma chissà chi era Giada?